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Natura e paesaggi
Lo spazio dell’Umbria, stretto tra Toscana, Lazione Marche, è piccolo e variegato: disegnato da dolci colline, imponenti montagne, verdi valli, fertili pianure trasformate da colture millenarie, bacini lacustri e maestosi corsi d’acqua.
Questo eccezionale patrimonio ambientale e paesaggistico, è tutelato e valorizzato da sette parchi regionali e da un parco nazionale: il Parco del Lago Trasimento, il Parco del Monte Subasio, il Parco Fluviale del Nera, il Parco Fluviale del Tevere, il Parco di Colfiorito, il Parco del Monte Cucco, il Parco S.T.I.N.A. e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il sito paleontologico di Dunarobba, località poco distante da Avigliano Umbro, ci riporta a più di duemilioni anni fa, quando foreste di enormi sequoie crescevano sulle sponde del Lago Tiberino, bacino che nella preistoria lambiva gran parte dell’attuale territorio regionale.
La particolarità della foresta di Dunarobba, che la rende unica nel panorama dei giacimenti fossili italiani ed internazionali, sta nella posizione verticale che hanno mantenuto i suoi giganteschi tronchi, che svettano come totme dalla terra.
La geografia montuosa della regione si concentra soprattutto nella dorsale appenninica orientale, che separa l’Umbria dalle Marche. Sui Monti Sibillini (solamente in parte compresi in territorio umbro) svettano le cime più alte di queste montagne che arrivano a toccare i 2476 m.
Siamo nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, comprensorio di eccezionale importanza naturalistica, dove trovano ancora rifugio il lupo appenninico e l’aquila reale e dove si possono osservare splendide fioriture di orchidee, gigli, stelle alpine e rarissimi papaveri gialli.
Il miracolo della primavera trova poi, il suo più magico scenario nella fioritura del Pian Grande di Castelluccio, un grandioso anfiteatro di natura carsica, sovrastato dalle cime più alte della regione.
Il paesaggio tipico della regione è tuttavia quello collinare e verdeggiante dove, il susseguirsi di larghe valli irregolari e di dolci profili collinari punteggiati da borghi medioevali, ricompongono le tessere di quel mosaico chiamato Umbria.
L’acqua gioca un ruolo di rilievo nel plasmare questi scenari, nel delineare le piane e gli stretti fondovalle, nell’aprirsi in specchi lacustri o nell’incassarsi tra forre e gole di straordinaria suggestione.
Fin dall’antichità il culto delle acque si accompagna in Umbria ad antichi riti: le Fonti del Clitunno furono celebrate per le virtù benefiche delle loro acque. Rinomate da millenni sono anche le proprietà benefiche e curative delle sorgenti minerarie umbre. Le stazioni termali più importanti sono a San Gemini, San Faustino di Massa Martana, a Fontecchio presso Città di Castello, a Spello e ad Acquasparta.
Quasi un emblema dell’Umbria fluviale è la Valnerina, dove il corso del Nera con i suoi affluenti e la Cascata delle Marmore caratterizzano tutta l’area, come Parco delle Acque. La Cascata delle Marmore, formata dalle acque del Velino che si gettano nel Nera, con i suoi tre salti, di cui, il più alto raggiunge gli 80 metri, è la più grande in Italia per portata d’acqua.
Centinaia, di ogni forma e dimensione, sono le grotte sparse nel Parco regionale del Monte Cucco, che si estende intorno ai comuni di Scheggia e Pascelupo, Costacciaro, Sigillo e Fossato di Vico. Caverne profonde nascoste dall’imponenza delle montagne, che corsi d’acqua sotterranei hanno scavato silenziosamente per milioni di anni. Il fenomeno carsico più imponente è rappresentato alla Grotta del Monte Cucco, un vastissimo sistema sotterraneo che si estende per oltre 30 km, raggiungendo la profondità massia di 945 metri.
L’Umbria è anche la regione del Tevere, che nasce dal Monte Fumaiolo e dopo aver percorso la Toscana entra nel territorio umbro, ricevendo le acque del Paglia, del Chiascio con il Topino e soprattutto del Nera, a sua volta ingrossato dal Velino.
Numerosi sono gli specchi d’acqua, da basse paludi lacustri a veri e propri laghi. Ecco i tre più importanti.
Lago Trasimeno. È il più grande specchio d’acqua dell’Italia peninsulare, il quarto per estensione in tutta Italia. È di origine fluviale e forse in parte tettonica. A forma di cuore, si estende su una superficie di 128 kmq. Le sue acque sono profonde al massimo s m, ha rive basse, falcate, a tratti orlate da canneti. Dalle acque del lago emergono tre isole: la Maggiore e la Minore in prossimità della riva settentrionale, la Polvese nei pressi dell’angolo sud-orientale. Le sue rive sono punteggiate da centri turistici, tra i quali spicca Passignano. Vi si possono praticare tutti gli sport nautici ed è un vero paradiso per i pescatori. Per la bellezza del paesaggio e le attrezzature attira grossi flussi turistici.
Lago di Piediluco. Si trova a 365 m d’altezza, ha un perimetro di 17 km circa, ed è il secondo lago dell’Umbria. Ha forma irregolare e le sue acque hanno una profondità massima di 19 m. E’ inserito in un paesaggio di pittoresche alture coperte da boschi. Nelle sue acque tranquille e azzurre si praticano vela, sci nautico e pesca.
Lago di Corbara. È un ampio bacino artificiale dalle rive frastagliate con una capacità di 137 milioni di mc. È ottenuto da una diga di sbarramento del Tevere, costruita poco a sud-est del paese di Corbara, che lo domina dall’alto. Le sue acque sono ricchissime di pesce. |
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