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L’Umbria mistica

Terra di santi e movimenti religiosi l’Umbria vede diffondersi, sin dai primi secoli dell’Alto Medioevo e per tutto il XIII e XIV secolo, il monachesimo.
Com’è noto san Benedetto (480-547) nacque a Norcia e da lì diffuse la sua predicazione. Nell’arco di pochi secoli, il territorio umbro vede fiorire qua e là insediamenti monastici benedettini: San Pietro a Perugia, Santa Maria Valdiponte a Montelabbate, vicino a Perugia, Sassovivo, vicino a Foligno, San Benedetto del monte Subasio, San Salvatore di monte Corona, l’abbazia di Petroia presso Città di Castello.
Ma non era finita: nel XIII secolo esplode il francescanesimo, promosso da san Francesco e Santa Chiara. Sorgono ovunque conventi e monasteri, maschili e femminili. A fianco dei Francescani, in questo secolo di grandi effervescenze religiose, giungono i Mendicanti – Domenicani, Servi di Maria, Agostiniani – poi i Disciplinati.

La configurazione delle città cambia con l’insediarsi di questi ordini, che costruiscono edifici che per bellezza e fasto si pongono in concorrenza con la stessa cattedrale: ne sono un esempio San Domenico in Perugia e San Fortunato a Todi. Ma tra tutte le espressioni del grande fervore religioso di questi secoli, emerge la perla di Assisi. Adagiata sopra uno sperone del monte Subasio, in posizione dominante rispetto alla verde valle umbra, nell’ampia conca percorsa dal Chiascio e dal Topino, Assisi appare da lontano scaglionata a terrazzi con una cascata di chiese, case e campanili. Luogo di pellegrinaggio del mondo cristiano, è dominata dalla figura del santo e dalla basilica eretta in suo onore.

In tutta la chiesa affreschi splendidi fanno emergere tutta la potenza della religiosità medievale. La mano di Giotto, Lorenzetti, Cimabue, Simone Martini si riconosce ovunque.
Il pellegrinaggio nell’Umbria francescana continua nei dintorni: a cinque chilometri sorge Santa Maria degli Angeli, costruita sul luogo dove vide la nascita l’ordine francescano e in cui il santo morì.

A pochi chilometri si trova il convento di San Damiano, sorto intorno all’oratorio dove, secondo la tradizione, nel 1205 il Crocifisso parlò al giovane Francesco e dove il santo accolse poi santa Chiara e le sue compagne e compose il Cantico delle Creature.
Sulle pendici del Subasio, in mezzo a un fitto bosco di querce e lecci, a quattro chilometri da Assisi, l’Eremo delle Carceri, il primo luogo di ritiro di san Francesco e poi di san Bernardino, che vi eresse un convento. Nel cortiletto, il pozzo di san Francesco, da cui sarebbe miracolosamente scaturita l’acqua; nel bosco, le grotte del santo e dei compagni.

Se Assisi è il più noto e splendido, per esiti artistici, tra i luoghi di pellegrinaggio, non vanno dimenticate altre mete mistiche: Cascia, con la basilica e il monastero di Santa Rita, e Terni con la basilica intitolata a san Valentino, vescovo ternano decapitato nel 273 a Roma, universalmente noto come patrono di innamorati e sposi. A Cascia la basilica è edificio del 1937-1947, ricostruito in stile romanico-bizantino sul luogo dell’antica chiesa, mentre il monastero vanta un bel portale cinquecentesco e ospita i “luoghi santi”: la cella di santa Rita, il coro, la vite secolare da lei piantata e il sarcofago dove fu posta nel 1457.

 

 

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